A. Vaglica, G. Moretti

Torino 14 -15 Giugno 2019

III Congresso Nazionale SIPFo
Le Psicoterapie Forensi: Autori, Vittime e Istituzioni

La relazione psicoterapeutica con il paziente in misura di sicurezza: l’ombra nel controtransfert

A quattro anni dalla chiusura degli OPG e dall’istituzione delle Residenze REMS, con il conseguente passaggio da un intervento prettamente custodialistico del reo infermo di mente in favore di un intervento terapeutico-riabilitativo, è interessante aprire una riflessione sulla relazione psicoterapeutica che si viene ad instaurare alla luce del setting all’interno del quale il terapeuta opera e della tipologia di paziente, spesso con caratteristiche antisociali e/o psicopatiche. Relativamente agli elementi esterni del setting le problematiche riguardano variabilmente, difficoltà a definire spazi e tempi, nonché la necessità di effettuare le sedute in presenza di elementi esterni (operatori, agenti di vigilanza). Riguardo gli elementi interni il duplice ruolo del terapeuta, di cura ma anche di tramite con la magistratura. Tali aspetti possono impattare sul percorso giuridico del paziente, e conseguentemente interagire nella relazione psicoterapica, che può essere alterata sia in termini di neutralità del terapeuta che di libertà del paziente. Spesso si è scritto del transfert e dell’ombra dei pazienti con stati psicotici e/o psicopatici e poca attenzione si è mostrata diversamente sullo stato controtranferale del terapeuta con pazienti in misura di sicurezza. Le proiezioni distruttive espresse da questo tipo di pazienti possono suscitare forti difese nel terapeuta. La difficoltà di entrare in relazione profonda con pazienti con caratteristiche psicopatiche è associata non solo dalla tendenza all’inganno o alla natura dei reati commessi, ma anche all’identificazione inconscia dell’analista con gli aspetti ombra del paziente. Si discuterà come i meccanismi di identificazione proiettiva possono evocare nello psicoterapeuta i suoi elementi ombra fino alla collusione con il paziente, da cui, la possibile emergenza di acting out del terapeuta compresa la negazione dell’approfondimento delle pulsioni distruttive del paziente può condurre a gravi problematiche o al fallimento del processo psicoterapico.

Autori:
Dr. Andrea Vaglica psicoanalista, socio associazione per la ricerca in psicologia analitica, socio Sipfo. info@andreavaglica.it.
Dr.ssa Germana Moretti, psichiatra, psicoterapeuta, dottore di ricerca in neuroscienze, dirigente medico ASL Roma 5 REMS Merope, socio SIPFo. germana.moretti@aslromag.it.