C. Marchetti, A. Morandini, E. Tarabra

Torino 14 -15 Giugno 2019

III Congresso Nazionale SIPFo
Le Psicoterapie Forensi: Autori, Vittime e Istituzioni

Quali reazioni controtransferali deve aspettarsi lo psicoterapeuta forense? Analisi del transfert e del controtransfert in tre casi clinici.

Una questione spesso poco considerata è la seguente: quali reazioni emotive deve aspettarsi il clinico da se stesso, quando ha a che fare con pazienti forensi?
Il tema non è di poco conto, dal momento che i pazienti muovono, nelle interazioni umane, sentimenti nell’interlocutore (proiezioni e reazioni controtransferali) di cui, in parte, egli non è chiaramente consapevole. Del resto, ogni interazione umana che comporti un coinvolgimento emotivo determina stati affettivi di cui gli interlocutori non sono del tutto coscienti: il persistere nella vita adulta di schemi infantili di relazioni implica che il passato si ripeta nel presente. L’esempio più convincente in psicoanalisi è la relazione di transfert, nella quale il paziente vive il terapeuta come una figura significativa del suo passato e ripete una modalità di funzionamento mentale che suscita negli interlocutori risposte diverse a seconda del paziente.
Le proiezioni del paziente dentro il terapeuta conducono quest’ultimo a sentire emozioni forti derivanti dalle stesse proiezioni o a reagire in sintonia con il tipo di emozioni proiettate. Se i pazienti non collegano fortemente le emozioni alle figure interne proprie dell’analista non creano tale reazione inconscia intensa, ma se il terapeuta non è in grado di riconoscerla come risposta controtransferale a proiezioni del paziente, non sarà in grado di distinguere il suo sentire interno e la reazione al paziente dal quale provengono le proiezioni.
Per questa ragione il terapeuta con pazienti “normali” ma a maggior ragione con pazienti forensi (caratterizzati da un’enorme distruttività) avrà bisogno di esaminare il suo controtransfert molto attentamente. Il controtransfert è essenziale nel processo analitico; i sentimenti dell’analista nel controtransfert forniscono importanti informazioni per comprendere il paziente e per valutare le modificazioni del transfert nel corso della terapia. Analisi di tre casi.

Autori:
Caterina Marchetti: – Ivrea (TO) – psicologa psicoterapeuta psicoanalitica e forense – Consulente del Ministero della Giustizia e del Tribunale (Ivrea, Biella, Verbania) caterina.marchetti@libero.it
Alessandra Morandini: psicologa psicodinamica e forense Consulente del Ministero della Giustizia e del Tribunale – Torino alessandra.morandini@libero.it
Emmanuele Tarabra: psicologo psicoterapeuta – Ivrea, Alba, Milano – Docente Corso di Laurea Infermieristica – Università di Torino tarabramanu@libero.it