D. Alparone

Torino 14 -15 Giugno 2019

III Congresso Nazionale SIPFo
Le Psicoterapie Forensi: Autori, Vittime e Istituzioni

L’atto criminale come atto etico. Una riflessione sulla nozione di autonomia.

Ciò che la psicoanalisi ha dimostrato è che il soggetto si rivela in ogni atto che sfugge al proprio controllo. Nell’ottica del determinismo psichico l’atto erroneo, quello di cui non si può essere giuridicamente colpevoli, porta con sé delle ragioni che il soggetto non conosce, ovvero che disconosce poiché non vuole conoscerle. Nell’azione, cosiddetta, stupida vi è dunque dell’intelligenza, e ciò significa che, per rovescio, nell’azione usualmente razionale vi è della stupidità. Stupidità che psicoanaliticamente è il risultato di una difesa dalle istanze inconsce (Castorina), e quindi porta con sé una responsabilità per il tradimento del proprio desiderio (Lacan). Nell’atto erroneo si riscontrano dunque due aspetti, l’uno conseguenza ed estremizzazione dell’altro: da un lato l’erroneità esprime la malattia del soggetto, il suo essere nevrotico (“un’idiota” -Han), cioè non perfettamente conforme all’ordine simbolico e sociale (Sittlichkheit), il quale è veicolato dalle identificazioni su cui si fondano le relazioni interpersonali; dall’altro proprio in tale azione il cui statuto è fuori-legge il soggetto esprime la sua potenzialità criminale. Tale aspetto può essere sintetizzato nella figura di Antigone, la quale esegue con estrema radicalità il proprio dovere verso il fratello (rispettando la Legge del proprio desiderio) ma trasgredendo le leggi della città (Sittlischkheit), ma compiendo di fatto un atto criminale che la porterà all’auto-distruzione. Vi può essere dunque dell’etica nell’atto criminale coattivo? E in tal caso di che tipo di etica si tratta? Può essere esso riconosciuto dalla legge della città (il Diritto) e in che misura? La psicoterapia forense (di orientamento psicodimanico) in ambito istituzionale può quindi avere come obiettivo proprio quello di rendere la pena (la Legge di Creonte) più comprensiva della dimensione “unsittliche” dell’essere umano e non semplicemente espressione di una vendetta sociale contro un capro espiatorio; di indirizzare cioè il soggetto a costruire un’etica, un’autonomia morale, al di là delle identificazioni socialmente imposte. Sedi di appartenenza Psicologo (ORPS) Specializzando in Psicoterapia (ISDSF) Specialista in Criminologia (Università degli Studi di Catania) Membro Partecipante SLP (Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo Freudiano) Assistente Psicologo Casa Circondariale Catania-Bicocca

Autore:
Dr. Dario Alparone Email: darioalpa9119@gmail.com